Crittografia: il cifrario di Cesare

Giulio Cesare per inviare e ricevere i messaggi in maniera sicura utilizzava la crittografia, il metodo che usava è conosciuto come il “Cifrario di Cesare”.

Il funzionamento del Cifrario di Cesare

Il cifrario di Cesare funziona secondo il principio della sostituzione monoalfabetica, questa tecnica genera il testo cifrato sostituendo ogni lettera del testo in chiaro con la lettera che si trova un certo numero di posizioni dopo nell’alfabeto. Giulio Cesare per cifrare i suoi messaggi usava la chiave 3,, con questo metodo la “A” in chiaro diventava la “D” nel testo cifrato, la “B” veniva sostituita con la “E”… e così via.

Questo tipo di cifrari vengono anche chiamati “cifrari a sostituzione” o “cifrari a scorrimento” proprio per la metodologia applicata che consiste nel sostituire ogni lettera del testo in chiaro dall’inizio alla fine.

Cenni storici sul Cifrario di Cesare

Il cifrario veniva utilizzato da Giulio Cesare per proteggere i messaggi che inviava e riceveva, un esempio era la cifratura che usava per le comunicazioni militari tra lui e le truppe comandate da Quinto Tullio Cicerone. Sappiamo dell’esistenza del cifrario e della sua “chiave crittografica” (generalmente “chiave 3”) grazie a Svetonio che nell’opera “Vite dei Cesari” scrive di come Cesare ed Augusto lo impiegassero:

extant et ad Ciceronem [scil. Caesaris epistulae], item ad familiares domesticis de rebus, in quibus, si qua occultius perferenda erant, per notas scripsit, id est sic structo litterarum ordine, ut nullum uerbum effici posset: quae si qui inuestigare et persequi uelit, quartam elementorum litteram, id est D pro A et perinde reliquas commutet.

(Jul. Caes.56, 6-7)

Italiano:
Vi sono anche [lettere di Cesare] a Cicerone, e pure ai familiari su questioni private, in cui, se doveva comunicare alcune informazioni in modo riservato, le trascriveva in linguaggio cifrato, cioè secondo una successione alfabetica disposta in modo tale che non se ne potesse ricavare alcuna parola di senso compiuto: se si desidera comprenderne la chiave e riprodurlo, bisogna sostituire la quarta lettera dell’alfabeto alla prima, cioè la D al posto della A e così tutte le altre.

E poi si parla di come Augusto avesse creato il suo cifrario partendo da quello di Cesare:

Quotiens autem [scil. Augustus] per notas scribit, B pro A, C pro B ac deinceps eadem ratione sequentis litteras ponit; pro X autem duplex A.

(Aug. 88, 3)

Italiano:
Ogni volta poi che [Augusto] scrive in linguaggio cifrato, sostituisce la B alla A, la C alla B e così via le lettere seguenti secondo il medesimo criterio; al posto della X però la doppia A.

 

Dimostrazione pratica del funzionamento del Cifrario di Cesare

Qui sotto è possibile provare il cifrario di Cesare, basta inserire il messaggio in chiaro, scegliere lo spostamento (nel caso di Cesare selezionare “3”) e poi cliccare sul pulsante “cifra” per vedere il messaggio crittato. Per decodificare il messaggio cliccare sul pulsante “decifra”.

 

Per approfondire:

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